Foto di gruppo dei presenti al XXV Congresso nazionale nel chiostro della Foresteria dell’Esercito di Firenze

XXV CONGRESSO NAZIONALE: IDEE E PERSONE NUOVE

  • Firenze, 23 ottobre 2021 - Il tavolo della presidenza del Congresso. Da sinistra: il direttore di “Camicia Rossa” Sergio Goretti, la presidente dell’assemblea Mariella Bortoletto, la presidente uscente Annita Garibaldi mentre espone la relazione morale, il vicepresidente Filippo Raffi
  • Federica Falchi mentre svolge il suo intervento al Congresso
  • A Sebastiano Chiarenza, presidente della Sezione di Viterbo-Vetralla, Annita Garibaldi consegna la “Stella al merito garibaldino”
  • La presidente del Congresso e vicepresidente nazionale Mariella Bortoletto
  • La prof.ssa Federica Falchi durante i lavori del XXV Congresso che l’ha eletta Presidente
  • Foto di gruppo dei presenti al XXV Congresso nazionale nel chiostro della Foresteria dell’Esercito di Firenze

Si è tenuto a Firenze il 23 ottobre 2021 il 25° Congresso dell’ANVRG, tre anni e mezzo dopo quello di Bologna. Un modesto ritardo dovuto alla pandemia che ci ha impedito finora di tenere riunioni in presenza. Partecipata, ben organizzata, promettente, l’assemblea generale dei soci ha posto le basi per il futuro di un’associazione vivace, con solide radici che, in continuità col passato, è proiettata verso il domani.

Qualche settimana prima, la presidente Annita Garibaldi aveva diramato una nota con la quale preannunciava di non ricandidarsi alla presidenza, oltre che per ragioni di salute e anagrafiche, in vista di un necessario rinnovamento della dirigenza. “Dobbiamo pensare ad un futuro dove andrà valorizzato il nostro patrimonio, salvaguardata la nostra identità e la nostra indipendenza” scriveva Annita lanciando temi di dibattito congressuale in vista di un rafforzamento dell’Associazione con l’inserimento di nuovi e validi elementi e con nuove prospettive.

Ci ospitava il bel complesso alloggiativo di San Jacopo a Ripoli in via della Scala, prima convento duecentesco poi caserma militare ed ora Foresteria dell’Esercito diretta dal Ten. Col. Paolo Pasqualoni al quale vanno il plauso e la gratitudine dell’Anvrg per la splendida accoglienza e la disponibilità a venire incontro a tutte le esigenze dei lavori congressuali.

Questi sono iniziati di prima mattina alla presenza dei delegati delle sezioni e degli altri invitati secondo la scaletta del regolamento del Congresso. Sono stati espletati sotto la direzione della presidente uscente Annita Garibaldi gli adempimenti formali preliminari quali la costituzione del seggio di presidenza (Mariella Bortoletto, presidente del Congresso, Filippo Raffi, vicepresidente, Sergio Goretti, segretario e Paola Fioretti, vicesegretaria) e la nomina della commissione verifica poteri ed elettorale (Antonella Ciabatti, presidente, Roberto Ibba e Massimo Nebiolo). Quest’ultima si è messa subito al lavoro per la verifica delle deleghe delle sezioni.

La presidente del Congresso ha aperto i lavori e chiamato per i messaggi di saluto il direttore della Foresteria, il Ten. Col. Paolo Pasqualoni, il presidente della Confederazione delle associazioni combattentistiche e partigiane Claudio Betti e il presidente del Consiglio comunale della città di Firenze Luca Milani.

Ha poi letto il messaggio fatto pervenire dal presidente della Federazione Italia centrale Gianfranco Paris. Dopodiché ha chiamato al tavolo della presidenza Annita Garibaldi per la relazione morale quale presidente uscente.

Annita non si è limitata a ripercorrere la vita dell’associazione negli anni della sua presidenza ma è stata molto propositiva riguardo all’immediato e al futuro: “Abbiamo continuato a mantenere viva l’associazione, con le varie forme di comunicazione che la modernità consente. Dobbiamo chiederci come ripartire, e forse cogliere l’occasione per migliorare. Non sprechiamola. Cambiare modi e abitudini non è facile, soprattutto per i meno giovani.  Dovremo adeguarci all’incontrarsi diversamente, alle video conferenze,  affrontare come garibaldini nuove problematiche e non farci  rimandare nella nicchia della storia.  Invece i nostri valori sono attuali. Il nostro sistema di democrazia rappresentativa ha crepe  e mantenere vivi i nostri valori di solidarietà e di libertà non sarà facile. Dimenticare qualche diritto a nome di qualche dovere verso la collettività non lo è nemmeno. Abbiamo bisogno, tanto i più anziani che i giovani, di nuove speranze.

Ha ricordato gli ultimi esponenti della Divisione “Garibaldi” scomparsi in questi anni, Francesco Evangelista e Sergio Cecconi, i presidenti di Castelbellino Caruso e Piccinini, di Reggio Emilia Mariotti e poi Ettore Passalalpi Ferrari, figura culturale di rilievo nel mondo romano e autore del primo elenco dei nostri cimeli di Porta S. Pancrazio. Si è poi soffermata sulle sezioni e i gruppi locali che le compongono, sulla neonata sezione nazionale destinata ad accogliere gli amici isolati. “Anche nel caso di una sezione che non ha più i criteri per essere tale,  che non riesce a riunire i suoi soci e non ha che  saltuaria attività, la sezione nazionale può essere utile, alla quale dobbiamo però dare modo di partecipare alla vita dell’associazione comunicando con i soci in una modalità tutta da inventare, per esempio una comunicazione diretta con le istanze nazionali che si aggiunga alla nostra rivista o alla consultazione del sito.

E poi, per consolidare il sodalizio: “Riprendiamo i viaggi organizzati, accogliamo gli inviti del nostro Ministero a recarci in gruppo sui luoghi di commemorazione degli eventi bellici organizzando anche un momento collettivo. Ogni cosa è un grosso lavoro ma sono momenti di aggregazione. Bisognerebbe fare uno studio degli eventi patriottici nostri e tentare di organizzare una partecipazione associativa. Non una persona all’ultimo minuto ma un calendario annuale, che trasformi l’omaggio ai sacrari, in occasioni di mobilitazione. Magari si potrebbe fare con altre associazioni della Confederazione. Ci vuole come al solito una rete.

Annita ha parlato poi dei progetti annualmente presentati dall’Ufficio Storico al Ministero della Difesa e finanziati da questo, rinviando all’intervento di Matteo Stefanori che li ha coordinati e seguiti. “Riguardo invece ai progetti non legati al Ministero Difesa, che ho portato avanti sono stati invece  legati a quanto vorrei che fosse un nuovo impegno portante della nostra associazione: far valere il nostro patrimonio a lungo trascurato perché prevalevano celebrazioni e commemorazioni, raduni, ecc. che avevano il loro pubblico specifico. Lo scopo non è di spolverare cimeli ma di farli diventare veicoli di cultura, di scambi, di partecipazione a mostre altrui, a libri da costruire con altri magari prestando i nostri archivi fotografici, insomma farci operatori di cultura. Accrescere la nostra presenza culturale non solo come musei ma come operatori culturali dentro e fuori le nostre stanze.

Riguardo ai musei, mentre dobbiamo essere orgogliosi di quello di Asti dedicato alla Divisione “Garibaldi” Annita ha annunciato e messo in guardia che A Roma nascerà un museo garibaldino incentrato sul “garibaldinismo” del Ventennio, è storia ormai, nulla da dire ma che dica  il suo nome e non si inserisca in una continuità storica che invece per noi passa dal regime liberale all’antifascismo, alla Resistenza in Italia e all’estero.  Bisognerebbe stare attenti all’uso comune di termini come “memoria garibaldina” che non distingue tempi e valori.

Si è poi intrattenuta sul bicentenario di Anita e sulle numerose iniziative che sono state intraprese dall’Associazione e dalle sue sezioni. Ha ricordato il progetto del Museo Renzi di Borghi “Una rosa e due mondi per Anita” al quale partecipiamo sin dall’avvio e che ora ha assunto valenza internazionale, la mostra a Riofreddo, il convegno all’ambasciata brasiliana a Roma con illustri oratori, la medaglia appositamente coniata, eventi tutti che hanno accresciuto la nostra visibilità.

A questo proposito Annita ha affermato che “dobbiamo sviluppare la nostra visibilità, la nostra attività soprattutto a Roma.  Non solo perché vi si tengono i rapporti con le istituzioni, ma anche perché a Roma vi sono le sedi della maggior parte delle associazioni garibaldine. Ora tocca a noi capire se possiamo guardare prudentemente ai nostri lati, cercare se possibile occasioni di collaborazione per commemorazioni condivise o attività con comuni finalità, purché si possano condividere i valori”.

Ha concluso la relazione morale con una nota personale. “Sono stata chiamata a diventare socia dell’ANVRG nel 1982. Ho trascorso con questo sodalizio metà della mia vita, come presidente della Sezione di Roma, poi della Federazione Lazio, poi consigliere nazionale, poi vicepresidente, poi presidente. E’ stata una bella avventura. Ho fatto del mio meglio, avrei voluto fare di più. Ma so di avere portato il cognome di mio padre e della parte migliore della mia famiglia nel posto giusto. Per questo vi ringrazio tutti, e particolarmente coloro che accetteranno di raccogliere la nostra storia e prendere in mano la nostra vita futura.

Un lungo applauso, con i delegati tutti in piedi, ha salutato la relazione di Annita Garibaldi che visibilmente commossa ha ringraziato. Sempre nel corso dei lavori, l’assemblea, su proposta della presidenza del Congresso, ha inteso dimostrare la propria riconoscenza eleggendola, per acclamazione, presidente onoraria dell’Associazione.

In un clima positivo e partecipato, la Sala d’Arme ormai quasi esaurita della Foresteria ha visto avvicendarsi le relazioni sul passato triennio degli organi nazionali, a partire da quella finanziaria supportata da un intervento illustrativo del commercialista Pierluigi Giordano e confermata dai revisori dei conti, quella del direttore di “Camicia Rossa” nella veste anche di segretario nazionale “ad interim”, l’intervento a braccio del direttore dell’Ufficio Storico, in procinto di lasciare l’incarico ma non l’Ufficio sempre più orientato alla progettazione e che ha fruttato all’Associazione importanti contributi ministeriali finalizzati. Le relazioni sono state tutte approvate con voti unanimi dei delegati a sancire la condivisione sull’operato del sodalizio guidato dalla Garibaldi. Un altro adempimento incombente è stata la presentazione delle candidature con l’approvazione di quelle suggerite dal comitato esecutivo uscente con l’aggiunta del nome di Giulia Manzini nella rosa dei revisori. Si è così definita la scheda elettorale secondo quanto previsto da Statuto e Regolamento.

Il vicepresidente del Congresso Raffi ha dato il via agli interventi chiamando i prenotati a partire da Ernesto Ferrini, delegato di Arezzo, che ha raccontato i progetti attuali e futuri della sezione ed ha auspicato che la nostra associazione potrebbe puntare a diventare promotrice della vera cultura storica e civica. Daniele Villa, delegato di Roma, si è intrattenuto sul lavoro di un gruppo di ricerca storica di Conselice e in particolare sul libro di prossima presentazione dedicato al garibaldino Eleuterio Felice Foresti. E’ stata poi la volta delle riflessioni sullo stato e sul futuro dell’Anvrg dei romagnoli Gianni Dalla Casa e Eugenio Fusignani. Quest’ultimo ha ricordato che il compito “sociale” dell’Anvrg, è quello di puntare sulle attività che leghino la tradizione, il territorio e le storie per far conoscere i luoghi e creare percorsi che siano eloquenti insegnamenti della Storia. Hanno completato il quadro degli interventi antimeridiani gli spunti e i suggerimenti sui progetti di Andrea Spicciarelli, il quale ha dato disponibilità per la direzione dell’Ufficio Storico, e quelli di Ettore Buvardia pro camicia rossa. Prima di chiudere la sessione vi è stata la breve e commovente cerimonia di conferimento della Stella al merito garibaldino al presidente della sezione di Viterbo-Vetralla, Sebastiano Chiarenza da parte di Annita Garibaldi che ha compiuto l’ultimo atto della sua lunga e proficua presidenza.

La pausa ha consentito di assaporare le specialità toscane preparate dalla cucina interna alla Foresteria, apprezzate dai commensali, e dopo una foto di gruppo nello splendido antico chiostro si sono ripresi i lavori con la prosecuzione degli interventi. Costruttivo e propositivo il ragionamento di Leonardo Sgatti, delegato di Firenze, con l’idea di rendere di nuovo attuale la nostra Associazione già a partire dall’acronimo e facendo nostri i temi attuali della pandemia, delle problematiche del lavoro, delle emergenze ambientali. Armando Niccolai, socio di Firenze ha chiesto e ottenuto la parola per portare il saluto della mazziniana Fratellanza Artigiana e presentare il progetto di un “nuovo laicismo”, mentre il vicepresidente Filippo Raffi ha lanciato un appello all’unità degli associati in questo momento difficile dovuto alla pandemia e caratterizzato da un grande travaglio economico e morale, affinché si intraprenda una nuova spedizione, non più in armi come in passato, ma culturale e sociale.

In ultimo abbiamo seguito con attenzione l’intervento di Federica Falchi, non tanto nella veste di presidente e delegata della sezione di Cagliari, quanto come candidata alla presidenza nazionale. Un messaggio, quello della prof.ssa Falchi, che ha convinto i presenti come si è notato dal lungo applauso che l’ha seguito: condivisione dei valori, collaborazione e unità all’interno, visibilità sull’esterno, utilizzo delle nuove tecnologie, iniziative nazionali che coinvolgano tutte le sezioni, sono alcuni dei punti di un vasto e impegnativo programma di lavoro.

Terminata la discussione è stato dato il via alle operazioni di voto da parte dei delegati e quelle di scrutinio da parte della commissione verifica poteri ed elettorale. Quest’ultima ha rimesso a fine pomeriggio il verbale contenente il risultato delle votazioni che, consegnato alla presidente Bortoletto, ne ha dato testuale lettura. Un applauso tributato alla nuova presidente, Federica Falchi, che ha ringraziato i presenti, ha concluso i lavori del XXV Congresso nazionale del nostro caro, glorioso sodalizio.

 

Subito dopo si è riunito il nuovo Consiglio nazionale nella composizione scaturita dalle elezioni congressuali per procedere alle nomine previste dall’art. 24 dello Statuto per il prossimo triennio e riportate nel quadro che segue.

 

Sergio Goretti